Fra i padiglioni
ai lati della testa
e le percussioni
che mi orchestrano nel petto
sento un’interferenza,
vibrazione immobile
sotto l’epidermide.
Epidermica ed epidemica,
tappate le orecchie,
l’ho sentita nelle gambe
l’ho sentita nelle braccia
e non era lo scorrere
delle correnti di globuli rossi;
l’ho sentita
tra costole e vertebre
e non era un terremoto
dei polmoni.
L’ho sentita nella trachea
ma non era il solito maestrale
tra le mie corde vocali.
L’ho sentita sotto le guance
e poi
l’ho ascoltata. L’ho ascoltata:
mi sono ricordato
che ho digerito un Big Bang
quando mi hanno tradito
quando mi ha mentito
quando mi hai ignorata.
Per questo
oggi non mi sento
bene. Oggi
non mi sento.
Con questa interferenza
di fondo e sottofondo
non riesco
ad ascoltarmi.
Posso solo sentirmi
ancora
ora
tremare
al ritmo
delle mie implosioni.
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giovedì 28 novembre 2013
venerdì 22 novembre 2013
Filantropia a domicilio
Avvolta
intorno alla colonna vertebrale
mi spiego
me;
come un astronomo
con il suo telescopio
osservo
dietro le mie palpebre chiuse
e imparo
a convivermi.
intorno alla colonna vertebrale
mi spiego
me;
come un astronomo
con il suo telescopio
osservo
dietro le mie palpebre chiuse
e imparo
a convivermi.
mercoledì 30 ottobre 2013
Nebulose fra i capelli
Dentro la bocca
in fondo
sorpassati i morsi sulle guance
dopo i molari
e i denti del giudizio,
finite le valli di gengive
le costellazioni del palato,
superati i crateri sulle tonsille,
sotto le arcate dell’ugola
dove si arresta lo sguardo,
non arriva la luce,
e la lingua
mi cade a strapiombo, io
nascondo
un abisso.
in fondo
sorpassati i morsi sulle guance
dopo i molari
e i denti del giudizio,
finite le valli di gengive
le costellazioni del palato,
superati i crateri sulle tonsille,
sotto le arcate dell’ugola
dove si arresta lo sguardo,
non arriva la luce,
e la lingua
mi cade a strapiombo, io
nascondo
un abisso.
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